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Nasce il Centro Musicale Bresciano: "Qui c'è qualità unica"

19:50 lunedì, 04 ottobre 2021

Cinque protagonisti della scena bresciana indicano un nuovo modo di porre al centro la musica e si uniscono per il rilancio culturale e sociale di Brescia dopo il periodo buio della pandemia. Cinque professionisti del panorama locale artistico e organizzativo - Alberto Belgesto, Ercole Gentile, Marco Obertini, Jean-Luc Stote, Marco Tambussi - danno vita al Centro Musicale Bresciano, mettendo la loro professionalità al servizio della città.

Presentato ieri dai fondatori (e da oggi sui social), il Cmb è un work in progress, un «luogo di produzione e scambio culturale, in cui stimolare il processo creativo, consolidare le professionalità del mondo dello spettacolo, innescare quel circolo virtuoso di connessione e interazione tra tutte le realtà coinvolte nella filiera musicale, che andrà a produrre l’indotto economico e commerciale necessario alla sua crescita e al suo sviluppo».

Ad ogni modo, un laboratorio non condizionato dalle sole logiche del «fare business», che non intende dunque mettersi in concorrenza con le attività del settore ma «vuole diventare un polo catalizzatore di tutte le realtà protagoniste del "sistema musica" di Brescia, offrire un canale di promozione unico e istituzionale, monitorare la situazione per cogliere da subito nuovi stimoli e nuove tendenze per farle emergere dal sottosuolo, superando logiche e iniziative "individualiste"».

Il riferimento alle istituzioni non è casuale né secondario: il progetto Cmb si è sviluppato attraverso il confronto costante con esse, in particolare con l’assessorato alla Cultura cittadino; e gli enti pubblici sono interlocutori reputati essenziali, in assenza dei quali esso smarrirebbe gran parte del suo significato. Il quintetto non ha (ancora) fisicamente a disposizione lo spazio, ma le idee ben chiare in materia, maturate durante una riflessione su punti di forza e criticità locali, che ha approfittato del periodo pandemico per dispiegarsi attraverso un fecondo «brainstorming».

Spiega Belgesto, già fondatore e direttore artistico di Latteria Molloy: «Tutti noi abbiamo lavorato a Brescia per far crescere la musica. Crediamo che la nostra provincia abbia in questo settore una qualità unica, che corre il pericolo di perdersi: Cmb è la nostra risposta affinché ciò non avvenga». «Il Covid ha chiuso un ciclo». Aggiunge Obertini (dj, promoter, giornalista musicale, deus ex machina della programmazione live di molti locali): «Già prima del Covid si era chiuso un ciclo. E la pandemia fa da spartiacque rispetto a qualcosa che ricomincia oggi. Abbiamo immaginato un modello inedito per Italia, un contenitore trasversale che guarda a tutta la musica che abbia un background e un’identità. C’è l’opportunità di Brescia capitale della cultura nel 2023, che non è da perdere».

Gentile - di base a Berlino, dove fa il promoter e l’agente - viene considerato dai compagni d’avventura come il loro «occhio sul mondo»: argomenta che «è soprattutto ai più giovani che abbiamo pensato, perché se c’è un limite oggi nell’offerta bresciana è il suo essere tarata su un target over 35». 

Tambussi (organizzatore di eventi non solo culturali, ma pure sportivi e aziendali) sostiene che «le aree intorno a via Milano sono quelle che ci attirano maggiormente per collocare il nostro laboratorio, perché in fase di progressiva riqualificazione e non esenti da problematiche sociali a cui si può dare un’efficace risposta culturale».

Stote (dj, giornalista, animatore instancabile) è il veterano della compagnia, e ci tiene a rimarcare che «vanno valorizzati i talenti che ci sono, eccome, sdoganando una volta per tutte la musica leggera, meritevole di sostegno pubblico e attenzione al pari di quella che viene definita colta». Da oggi il Centro Musicale Bresciano è realtà.