"Joker" racconta la folle ferocia del nostro presente - news - Radiobresciasette
NOW ON AIR Magazine Ascolta la diretta Streaming Video
SEGUICI SU:
"Joker" racconta la folle ferocia del nostro presente

20:14 lunedì, 07 ottobre 2019

Gotham City, dove ancora non c’è traccia di Batman, la gente è arrabbiata, ha fame di qualcosa che non sa definire, si sfoga in maniera dissennata. Qui vive Arthur Fleck, che sbarca il lunario come clown e cura la nevrosi con manciate di pillole, senza però riuscire a neutralizzare il riso, che affiora implacabile anche quando la situazione richiederebbe diverso atteggiamento. Ride il pagliaccio, ma non diverte nessuno: allora asseconda il proprio lato oscuro, e diventa Joker, il flagello della città.

Avvolto per mesi nel mistero, «Joker» di Todd Phillips (noto per la trilogia «Una notte da leoni») si è infine svelato non come «film di supereroi», ma come opera politica cupa, radicale nello sguardo verso la folle ferocia del presente. Non prende a pretesto un universo di simboli per raccontare altro, come faceva «Birdman» di Iñárritu; semplicemente, non trova posto per gente con poteri straordinari, ma solo per uomini con ossa e mente contorte, terribili spaventati guerrieri che si trascinano nella quotidianità d’una metropoli decadente sotto l’impulso di un’ossessione, invertendo il mito del vigilante mascherato.

L’estetica tra anni 70 e 80 omaggia massicciamente Scorsese, con la complicità di un De Niro in gran spolvero, mentre il prismatico Joaquin Phoenix, di strabiliante aderenza psicofisica al personaggio, si aggiunge ai funamboli attratti dal ruolo (Cesar Romero, Jack Nicholson, Heath Ledger). Vincitore del Leone d’Oro a Venezia, «Joker» non è un capolavoro, ma un film di genere bello e dominato da un interprete in stato di grazia, che tuttavia non garberà a tutti i palati.